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Scuola di formazione ecobiografica

Biografia è parola aperta, terra che raccoglie semi così come accoglie la cura necessaria di chi vi si accosta e sa gioire dei frutti come promessa di futuro.

Nella sua apertura essa è solo in parte scrittura manifestandosi piuttosto come espressione di quel nucleo di identità individuale che si è costruito, articolato nel tempo, attraverso contatti, relazioni, culture e contaminazioni.

Il prefisso “eco” vuole significare sia la dimensione ecologica, intesa nel suo ampio respiro di cura e interrelazione sia fra viventi che con l’ambiente ma per noi richiama anche, se pur non etimologicamente, la metafora dell’eco, fenomeno che si espande in orizzontale, per cerchi concentrici, per inclusione di risonanze.

Le onde che si dipartono da ognuno raggiungono altri e tornano all’origine arricchite, modificate, contaminate, non così limpide anche, da decifrare spesso, ma solo così portatrici di nuovo e non mera ripetizione, non automatismo di pensiero e parola.

Lo sguardo ecobiografico diviene così metodo di lavoro, di ricerca, metodo di scoperta e significazione, metodo per comprendere e dotare di senso il nostro vivere e relazionarci, il nostro modo di trovare e vivere la felicità.

Ogni nostra attività percorso e intervento usano l’ecobiografia come metodo che coniuga, relazionandoli, diversi saperi. L’esperienza di vita come sapere e non “animale da soma della scienza”, o cenerentola del sapere, ma come parte indispensabile alla conoscenza, per la quale a ciascun elemento, scienza e biografia, compete uno spazio: la scienza che rende universali e “certificati” i saperi e la biografia che li rende vivi, ossia utili alla vita, al suo dispiegarsi e al suo significarsi. Dunque complementari.